Hai la partita IVA?
Ebbene, entro il 27 dicembre ti aspetta un altro appuntamento con il fisco: il versamento dell’acconto IVA.
Quando è dovuto?
Chi ne è esonerato?
Come si calcola?
Cercherò di rispondere più chiaramente possibile a questi quesiti.
Cominciamo.
L’acconto IVA è dovuto da chiunque, titolare di partita IVA, effettui i versamenti mensili o trimestrali dell’imposta stessa.
Questo significa che sono esclusi dall’obbligo di versarlo tutti coloro che, per esempio, sono in regime forfettario e quindi di regola, non sono soggetti al versamento dell’IVA periodica.
Entrando di più nel dettaglio, sei esonerato dal versamento dell’acconto se:
- hai iniziato l’attività nel corso dell’anno stesso;
- hai cessato la tua attività prima del 30 novembre se eri mensile o prima del 30 settembre se eri trimestrale;
- l’anno precedente eri a credito con l’IVA di dicembre o dell’ultimo trimestre;
- puoi presumere di chiudere l’anno a credito o con un debito non superiore a 116,72 euro;
- l’importo dell’acconto stesso è inferiore a 103,29 euro;
- effettui solo operazioni esenti o non imponibili ai fini IVA;
- come accennavo, sei in regime forfettario o “dei contribuenti minimi” per cui, di norma, non sei obbligato a liquidare l’IVA periodica;
- applicando il metodo di calcolo analitico (te ne parlo più avanti), al 20 dicembre risulti a credito.
Naturalmente, potrai verificare se sei o meno in una di queste condizioni con il supporto del tuo commercialista.
Ma cos’è esattamente l’acconto IVA e come si può calcolare?
È, in sostanza, un anticipo sul saldo dell’IVA che dovresti versare l’anno successivo al momento della presentazione della dichiarazione IVA annuale.
L’Erario incassa, oggi, una parte decisamente cospicua dell’IVA che avrebbe dovuto altrimenti incassare l’anno dopo.
Quindi, se lavori in forma di ditta individuale o di società (di persone o capitali) oppure sei un libero professionista e non rientri nei casi di esonero, hai tre metodi alternativi per determinare l’acconto IVA da versare.
L’acconto versato sarà poi sottratto dal totale dell’IVA dovuta per il mese di dicembre (se sei un contribuente mensile) o per l’ultimo trimestre dell’anno (se sei un contribuente trimestrale).
Veniamo ai metodi e a quando o chi conviene applicare l’uno o l’altro.
》Metodo storico
Con questo metodo, l’importo dell’acconto da versare è semplicemente pari all’88%:
- dell’IVA dovuta per il mese di dicembre dell’anno precedente, se sei un contribuente mensile;
- del saldo dell’anno precedente, se sei un contribuente trimestrale.
Quando è consigliabile questo metodo?
Quando, di anno in anno, mantieni un volume di affari costante.
》Metodo analitico
Con questo metodo, invece, l’acconto viene determinato facendo una sorta di liquidazione dell’IVA in più.
Ossia, calcolando l’IVA effettiva da versare al 20 dicembre.
Come differenza tra l’IVA sulle operazioni di vendita e quella sulle operazioni di acquisto alla data del 20/12.
Però, attenzione!
Per operazioni di vendita si intendono anche quelle che sono relative a fatture non ancora emesse e registrate al 20/12, ma di fatto compiute.
Pensa a un o più documenti di trasporto con cui hai consegnato la merce ai tuoi clienti, ai quali fatturerai soltanto a fine mese.
Quando vale la pena applicare questo metodo, più impegnativo dal punto di vista operativo?
Certamente quando hai registrato un calo sensibile del tuo volume d’affari rispetto all’anno precedente.
》Metodo previsionale
Con il metodo previsionale, invece, l’acconto da versare è determinato facendo una previsione sull’andamento del tuo fatturato nel mese di dicembre o nell’ultimo trimestre dell’anno.
Esattamente si calcola l’88% dell’importo che si presume di dover versare per il mese di dicembre – se sei un “mensile” – o per l’ultimo trimestre dell’anno in corso – se sei un “trimestrale”.
Questo metodo però è rischioso perché, se una volta liquidata definitivamente l’IVA del periodo, l’acconto versato dovesse risultare inferiore a quello dovuto, scattano le sanzioni per aver omesso parte del versamento al 27/12.
Come versare?
Sempre tramite il modello F24.
Anche in questo caso è possibile compensare l’importo dovuto, per l’acconto dell’IVA, con eventuali crediti di imposte o contributi che risultano dalla tua precedente dichiarazione dei redditi.
L’obbligo di versare l’acconto IVA rappresenta, un adempimento di fine anno, piuttosto gravoso per tutte gli imprenditori e i professionisti che ne sono assoggettati.
Mai poi come in questi ultimi due anni, assolutamente non privi di difficoltà economiche e finanziarie, per molti.
Per questo, nell’attesa di un’eventuale proroga, è importante che il tuo commercialista valuti con attenzione quale metodo può essere il migliore da applicare per la tua situazione specifica.

