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Le scadenze fiscali di fine anno. Cosa fare se non c’è tutta la liquidità che serve.

Questo è un anno particolarmente impegnativo e sfidante.

Quest’anno molti hanno avuto difficoltà senza precedenti in termini di riduzioni di fatturato, di incassi e, quindi, di entrate.

Tante, le piccole partite IVA, che hanno già chiuso.

Ma, nonostante questo, sono numerose le scadenze fiscali che da qui a fine anno attendono parecchi di noi.

La proroga governativa al 10 dicembre delle scadenze, seppur riguarda “tutti”, non risolverà certamente il problema.

La proroga, invece, al 30 aprile 2021 riguarda soltanto alcune partite IVA; nello specifico, le imprese non interessate dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e quindi quelle escluse dal rinvio previsto dal decreto di Agosto, ovunque localizzate ed in possesso dei seguenti requisiti:

> che hanno conseguito nel periodo d’imposta precedente a quello in corso ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di Euro;

> che nel primo semestre 2020, hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto al primo semestre 2019.

La proroga al 30 aprile 2021 si slega poi dai requisiti di ricavi, compensi e dalla diminuzione di fatturato e corrispettivi anche per le partite IVA delle zone rosse che esercitano attività incluse nei due elenchi di codici ATECO allegati ai decreti Ristori bis e per i ristoranti in zona arancione.

In sostanza, da qui al 31 dicembre, in parecchi dovremo comunque versare:

• II acconto di imposte e contributi previdenziali;
• Imu;
• Acconto IVA
e chi più ne ha più ne metta!

E comprendo bene che potresti avere qualche intoppo di tipo finanziario, insomma non avere a disposizione l’intera cifra che servirà per versare tutto ciò che devi all’Erario.

La collaborazione con diversi consulenti fiscali e diversi anni di esperienza mi portano a condividere alcune considerazioni che, spero, saranno utili anche a te per gestire con una certa serenità questo fabbisogno di liquidità.

Premetto però che, a monte e a prescindere da eventi straordinari come quello che ci sta investendo, ci dobbiamo domandare sempre due cose:

~UNO~ se sappiamo davvero quanto possiamo spendere e quanto invece dobbiamo “mettere da parte”, ogni anno, per pagare imposte e contributi;

~DUE~ se abbiamo pensato di accantonare, nel corso dell’anno, una percentuale prestabilita dei nostri incassi per questo scopo.

Se la risposta, anche a uno solo di questi quesiti, è NEGATIVA significa che a partire dal prossimo anno dovremo cominciare a farlo, per evitare ulteriori problemi finanziari.

Questo piccolo, ma importante, lavoro di previsione ci consentirà di non trovarci in una situazione di emergenza e gestire la liquidità di cui disponiamo correttamente.

In Cash Flow. Cos’è e come prevederlo, potrai leggere e scoprire di più sulla gestione e il controllo di entrate ed uscite ed i vantaggi che potrai ottenere dalla pianificazione delle tue finanze.

Intanto, però, per affrontare gli impegni di questi giorni, qualora non avessimo tutta la liquidità necessaria, posso consigliarti di:

[A] iniziare a pagare i contributi previdenziali.

Sostanzialmente, per 2 ragioni:

1. perché sono deducibili; quindi, se li paghiamo riduciamo la base imponibile su cui verranno calcolate le imposte da versare l’anno prossimo;

2. perché, a differenza delle imposte, non sono ravvedibili, né rateizzabili e le sanzioni sono piuttosto pesanti.

[B] Le imposte invece possono essere non solo rateizzate quando ci arriverà l’avviso bonario (che, per tempi tecnici, non giungerà prima di due anni) ma si può fare un ravvedimento operoso in qualunque momento prima che ci sia notificato l’avviso bonario stesso, senza grandi oneri aggiuntivi.

Quindi, iniziamo a pagare i contributi, anche parzialmente in base alla nostra disponibilità attuale e poi continuiamo,  anche un poco alla volta, man mano che disporremo di altra liquidità, a versare il resto.

Questo non impedirà che arrivino le sanzioni per ritardato versamento ma risulteranno decisamente ridotte perché calcolate via via su una base decrescente e nel frattempo comunque avremo saldato il nostro debito con l’INPS.

Per concludere e senza ombra di dubbio, meglio non accumulare debiti con Fisco ed Enti Previdenziali.

Piuttosto, i nostri obiettivi devono essere:

§ ridurre il più possibile, nel corso dell’anno, la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte in sede di dichiarazione dei redditi;

§ pianificare, contestualmente, la liquidità di cui avremo bisogno destinando una quota delle entrate al pagamento delle “tasse”.

Se oggi, però, ci troviamo in difficoltà possiamo regolarci in questo modo per evitare il peggio.

Parlane con il tuo commercialista, saprà come predisporre intanto i versamenti che puoi sostenere e fornirti i dati per capire come pianificare e gestire le uscite fiscali future.

E’ di assoluta importanza per la salute e la sopravvivenza della tua impresa.

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